Cittadella del Carnevale

I laboratori dei carri trasformano il parco urbano in un“parco animato” da carnevalesche presenze e legato ad una attività artigianale ed artistica di grande importanza e originalità. La città del carnevale si anima e si caratterizza quindi come struttura di grande valore scenografico.

Dott. Ing. Arch. Francesco Tomassi

Nella piana di Viareggio, in prossimità dello svincolo autostradale con l'Aurelia, un grande parco urbano accoglie la Città del Carnevale. L'idea di un così particolare giardino, che si affaccia sulla fossa dell'Abate è fatta propria dal progetto della città del Carnevale, come sua collocazione "ideale". I laboratori dei carri trasformano il parco urbano in un "parco animato" da carnevalesche presenze e legato ad un'attività artigianale ed artistica di grande importanza e originalità. La città del carnevale si anima e si caratterizza quindi come struttura di grande valore scenografico.

Questo insieme, immediatamente percepibile anche dall'Aurelia, che costeggia l'area in posizione elevata è disposto intorno ad una piazza ellittica. Questa è la forma che meglio evidenzia il carattere di fondale e nello stesso tempo sottolinea la volontà di porsi come emergenza del territorio, fulcro di future addizioni. Anche di notte l'insieme delle costruzioni costituirà un segnale guida, manifesto di un'attività e di una città famosa nel mondo.


L'insieme dei sedici capannoni e degli altri edifici disposti, costituisce una piazza, ambiente ideale per feste e rappresentazioni. Sulla piazza si aprono le porte da dove escono i carri, quando sono chiuse costituiscono il sipario abbassato di un particolare teatro che al suo aprirsi lascia comparire sulla scena, in una magica visione contemporanea, i sedici straordinari attori, i carri del carnevale.


Ma se la piazza è il luogo delle feste, la strada ellittica perimetrale esterna, la strada degli artisti, è il luogo degli incontri tra i visitatori del parco e gli artigiani al lavoro, che su essa hanno le loro botteghe.
La città è costituita dai capannoni-laboratorio, da due nuclei di servizi e dall'edificio Museo. Tutti gli spazi esterni sono pavimentati con materiali permeabili, divisi per colore e per forma, articolati intorno ad un disegno complessivo. Particolare attenzione si è posta per realizzare condizioni di lavoro all'interno dei capannoni, sicure ed agevoli, accogliendo suggerimenti ed osservazioni dai carristi.

La città del carnevale è tutelata da un triplo anello antincendio, uno per la piazza interna, uno per i sedici capannoni e il Museo, uno per la strada esterna. Ciascun capannone ha poi un impianto di spegnimento automatico, evacuatori di fumo automatici e strutture protette al fuoco. Ogni capannone ha un impianto diffuso ad aria compressa, impianto di essiccazione a pompa di calore, un impianto idrico ed elettrico ricco di leve e di corpi illuminanti. Un sollevatore mobile che interessa l'intera area del capannone, che può sollevare carichi fino ad una tonnellata.


Portoni scorrevoli automaticamente, grandi finestrature esterne protette dal sole da grandi pensiline. Tutta l'architettura del complesso è estremamente curata, con scelta di materiali che consentono una ridottissima manutenzione. L'esecuzioni dei lavori da parte della ditta costruttrice è condotta con perizia e diligenza. Un quadro così ricco, potrebbe far pensare a fabbricati assai costosi dove l'architettura ha richiesto notevoli risorse ma se consideriamo la spesa per i soli capannoni e la dividiamo per la loro superficie complessiva, abbiamo un costo al metro quadro di lire 875.000. Costo di poco superiore a quello di un omonimo capannone prefabbricato di una periferica zona industriale.


Dott. Ing. Arch. Francesco Tomassi