Museo del Carnevale

Al Museo del Carnevale della Cittadella è possibile scoprire tutti i segreti e i trucchi della cartapesta.
Presso la Cittadella del Carnevale, il complesso che accoglie gli atelier dove i costruttori viareggini realizzano i carri allegorici, il Museo della Cittadella
del Carnevale racconta attraverso documenti originali, bozzetti, manifesti e modellini, la gloriosa storia del Carnevale di Viareggio.
All’interno del Museo è presente anche uno stand didattico che illustra le diverse fasi della realizzazione di un’opera in cartapesta, mentre al piano terra dell’edificio museale sono allestiti laboratori didattici dove è possibile cimentarsi nella manipolazione della creta e della carta per fare esperienza di modellazione e lavorazione di un manufatto in cartapesta.
La statua di Burlamacco creata dalla fantasia di Uberto Bonetti nel 1930 accoglie con il sorriso i visitatori per guidarli nel fantastico mondo del Carnevale.

Il percorso inizia con un ideale corteo di modellini di carri allegorici di prima categoria, che offrono la possibilità di osservare la struttura e le diverse soluzioni compositive, cromatiche ed in particolare la traduzione in chiave satirica dei vari temi affrontati.



Una serie di bacheche in legno, come una sorta di banchi da lavoro artigianali contengono opere originali di alcuni noti artisti che hanno lavorato per il nostro Carnevale fra cui: Enrico Pranpolini, Lucio Venna, Moses Levy e Uberto Bonetti, al quale è dedicato ampio spazio a testimonianza del suo lungo e intenso rapporto con il Carnevale di Viareggio.

                     


In un tavolo-bacheca si possono ammirare le cartoline riproducenti i manifesti ufficiali del Carnevale di Viareggio dal 1925 ad oggi.


La società dei consumi produce grandi quantità di rifiuti che stanno sommergendo, inquinando e degradando ambienti naturali, città e paesi provocando danni all'economia ed alla salute dei cittadini, a costi sociali altissimi.



Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l'uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo, utilizzando un materiale usato e gettato via. 

La povertà dei mezzi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituisce la caratteristica della tecnica viareggina che si esprime in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici.
Questa tecnica artigianale, applicata dai nostri artisti anche in altri settori, come la scenografia, la museografia, l'arredamento e l’oggettistica, è di facile impiego e può essere usata nelle scuole, dalla materna alle superiori, come linguaggio espressivo autonomo. Essa permette l'unione di più tematiche, dall'ideazione dei soggetti alla struttura portante, dalla modellatura in creta alla formatura in gesso, dall'applicazione della carta alla colorazione. 


Al piano terra l’edificio museale su una superficie di oltre 300 mq. sono allestiti i laboratori didattici dove le scolaresche hanno la possibilità di praticare le più elementari tecniche di manipolazione della carta a calco.